Intervista – PER AG90′: LORENZO PARAMATTI

 

© 2013 David Rawcliffe/Propaganda.

© ph.ClaFioravanti

Lorenzo Paramatti, difensore dell’Inter Primavera, classe ’95, si racconta, con disponibilità e naturalezza, ad Autogol al Novantesimo.

Quando e come hai iniziato a giocare a calcio?
Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni nella squadra del mio paese con i miei amici d’infanzia.

Quanto ha influito nella scelta di intraprendere questo percorso, il fato che tuo padre fa parte di questo mondo?
La decisione di intraprendere questo percorso e’ stata una mia scelta poi sicuramente il fatto che mio papà ha fatto parte di questo mondo mi ha fatto aumentare maggiormente la passione per questo splendido sport.

Essere un “figlio d’arte” [suo padre, Michele Paramatti, difensore ex Juventus e Bologna, ndr] ha aiutato o ha aggiunto responsabilità ed aspettative pressanti?
Il fatto di essere un “figlio d’arte” sicuramente non aiuta ma aggiunge molte responsabilità e soprattutto aspettative.

Cosa è significato, per te, passare ad una big del calcio europeo come l’Inter?
Per me passare ad una big europea come l’Inter e’ stata ed è una grandissima opportunita’ poiché è un’ottima piazza in cui poter migliorare e mettere delle buone basi per la mia futura carriera calcistica. In un grande club come l’inter si ha la possibilità di migliorare sempre di più, ogni singolo giorno allenandoti con i tuoi pari eta’ che sono tra i piu’ forti d’Italia. Poi dagli allenamenti con i campioni della prima squadra non puoi che apprendere le tecniche migliori

C’erano più di una squadra interessata a te. Perché hai scelto l’Inter?
Ho deciso di scegliere l’inter perché è stata la prima squadra a volermi e quella che ha manifestato maggiore interesse.

 

Militando per più di una stagione in una squadra, si possono creare legami di amicizia, ancor più nelle giovanili. Tu hai lasciato qualche amico “vero” a Bologna?
A Bologna ho giocato per 3 anni. In quei 3 anni ho stretto molti legami d’amicizia. Il legame più bello, forte e affettivo sicuramente è stato quello con Marco Maini con il quale mi sento e mi vedo molto spesso tuttora.

Che sensazione ha provato nel vestire più volte la maglia delle nazionali giovanili?
Vestire la maglia della nazionale giovanile e’ una bellissima emozione. L’emozione più bella con questa maglia, oltre naturalmente all’esordio, e’ stato disputare la prima fase eliminatoria degli europei under 17 in Danimarca. Emozione stupenda.

Una volta ultimato il tuo cammino nelle giovanili, preferiresti rimanere in nerazzurro a crescere “all’ombra” di qualche “grande”, o andare in Serie B a giocare?
Terminate le giovanili il mio obiettivo sarebbe quello di continuare a migliorarmi non più solo con i ragazzi della mia età ma anche con quelli più grandi. Per poter migliorare servirebbe giocare con continuita’ quindi quando arriverà il momento di scegliere, in base alle possibilità e alle proposte che mi verranno fatte, cercherò di fare la scelta migliore per la mia crescita calcistica; anche se rimanere all’Inter nella rosa della prima squadra sarebbe comunque un sogno ed un percorso altrettanto formativo

Come ti descriveresti dal punto di vista tattico? Quale posizione in campo preferisci?
Io sono un difensore molto duttile nel senso che posso adattarmi a giocare sia in una difesa a tre che in una a quattro. Mi adatto a giocare in tutti i ruoli della difesa da destra a sinistra anche se, a mio parere e conoscendo le mie caratteristiche, penso di rendere maggiormente da difensore centrale.

Qual è la miglior dote del “Paramatti calciatore”? E del “Paramatti uomo”?
Le
mie migliori doti come calciatore sono l’altruismo, la disponibilità e la grinta cioè il fatto di non mollare mai. Queste doti vengono rispecchiate benissimo anche nel “paramatti uomo “.

Chi è il tuo modello?
A livello umano sicuramente mio padre, a livello calcistico non ce n’è uno solo poiché da ogni singolo giocatore cerco di apprendere qualcosa. In particolar modo seguo e presto molta attenzione ai giocatori che giocano nel mio ruolo.

Fantastichiamo per qualche istante; facciamo finta che tu sia il presidente di una squadra; quale sarebbe il tuo 11 ideale? Puoi scegliere giocatori contemporanei e passati, senza vincoli temporali.
Mi piace piu’ la realta’; e non basterebbe una sola formazione per racchiudere tutti i giocatori che apprezzo; quindi aspetto di diventare presidente [sorride]

Dove ti vedi tra 5 anni?
In questo momento non penso al futuro. Sono concentrato sul presente E penso solamente a migliorarmi giorno dopo giorno e a divertirmi nella società in cui mi trovo molto bene, l’Inter. Poi si vedra’.

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

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