Intervista – NICHOLAS MUZZI SI RACCONTA AD AUTOGOL AL NOVANTESIMO

 

Nicholas Muzzi

© LUCIANO SACCHINI FOTO

Classe ’96, attaccante veloce con e senza palla al piede, Nicholas Muzzi è uno dei gioiellini in forza nella Primavera dell Roma. La società giallorossa, da sempre oasi felice per giovani talenti, non si è fatta scappare un ragazzo come Nicholas che lascia sempre più intravedere le potenzialità per vivere un futuro calcistico, da protagonista.
Figlio d’arte (suo padre Roberto Muzzi, attaccante ex Roma, Cagliari, Udinese, Lazio e Torino), dimostra come il “genio calcistico” ed il talento possano essere una cosa genetica, come l’amore per il calcio.
Nicholas si racconta ad “Autogol al Novantesimo”, con grande disponibilità, naturalezza e con la consapevolezza di aver alle proprie spalle un cammino importante, ma di dover percorrere ancora tanta strada (com’è naturale che sia per un ragazzo del ’96).

Nicholas Muzzi, che sensazioni dà giocare con la maglia di una grande del nostro calcio?
Indossare la maglia di una grande squadra come la Roma è una sensazione unica; sotto questo punto di vista mi sento davvero molto fortunato perché pochi hanno l’onore di indossarla.

Quando e come hai iniziato a giocare a calcio?
Avevo tre anni quando per la prima volta iniziai a giocare con il pallone.
Mi ricordo ancora che mio padre ogni lunedì mi portava al Sant’Elia, lo stadio del Cagliari dove lui giocava, e proprio li ho imparato le prime cose del calcio.

Quanto la figura di tuo padre ha influito nella scelta di intraprendere questa strada?
La figura di mio padre non ha influito in questa mia scelta. Sono nato con la passione per il calcio e avrei intrapreso questa strada a prescindere da mio padre.

Essere un “figlio d’arte”, ha aiutato o ha aggiunto responsabilità ed aspettative pressanti?
Essere un figlio d’arte ha sicuramente aggiunto responsabilità. Portare questo cognome non mi ha mai aiutato , ma non mi sono mai arreso davanti alle difficoltà e mai mi arrenderò .

Qualche mese fa in una intervista, l’agente Fifa Danilo Caravello ti ha descritto così: «Nicholas Muzzi è un esterno classe ‘96. […] Ha grandissime qualità sia fisiche che tecniche, una facilità di corsa e rapidità con la palla al piede che gli consentono di spaccare in due le difese avversarie e di creare sempre superiorità numerica». Come descriveresti tu, invece, il “Nicholas calciatore”?
Come prima cosa ringrazio Danilo Caravello per le splendide parole.
La mia più grande dote è la velocità; devo migliorare ancora in diverse situazioni, come quella di essere più freddo e pronto sotto porta.

In che ruolo preferisci giocare?
Esterno destro è il ruolo che sento più mio .

Giocare nelle giovanili della Roma, che ha sempre fatto del proprio vivaio una vera forza (Florenzi, De Rossi Aquilani e lo stesso Totti sono solo alcuni dei tanti talenti divenuti campioni provenienti dalle giovanili giallorosse) per un ragazzo come te, classe ’96, può rappresentare un primo traguardo raggiunto. È stato difficile per te arrivare a questo punto?
Arrivare a questo punto è stato molto difficile; c’è comunque molta strada da fare.

 Quest’anno sei passato in Primavera. Cambia molto dalla fascia d’età inferiore (Allievi Nazionali)?
La differenza tra Allievi Nazionali e il salto in Primavera è davvero notevole,cambiano i tempi di gioco di conseguenza cambiano anche le situazioni tattiche, per cui è come iniziare la prima avventura nel professionismo vero.

A chi ti ispiri? Qual è il tuo modello?
Il mio modello è Alessio Cerci ora in forza al Torino; mi vedo molto simile a lui nel modo di giocare e di dare profondità alla squadra,in questo lui è un maestro.

Con chi sogni di giocare un giorno?
Se mi riesce, senza dubbio con Francesco Totti.

Una volta ultimato il tuo cammino nelle giovanili, preferiresti rimanere in giallorosso a crescere “all’ombra” di qualche “grande”, o andare in Serie B a giocare?
La mia aspirazione é di rimanere nella Roma a vita; spero di avere questa opportunità.

 Passiamo a qualche domanda secca. Ti do due opzioni. Scegli una delle due e (dove credi opportuno) puoi spiegare i motivi della tua scelta
-Rudi Garcia o Rafa Benitez?  Rudi Garcia, perché è il mister della Roma, perché punta molto sui giovani e insegna il vero calcio.
-4-3-3 alla Garcia, o 3-5-2 alla Conte? Ripeto Rudi Garcia con il 4-3-3; questo modulo si adatta benissimo alle mie caratteristiche.
-Totti o Del Piero? Totti perché spero di giocare con lui e perché è il vero campione.
-Maradona o Pelè? Maradona
-Messi o Cristiano Ronaldo? Messi perché è il miglior giocatore al mondo.
-Dovendo scegliere, preferiresti vincere, il Mondiale con la tua nazionale o la Champions (da protagonista) con la tua squadra? Champions da protagonista con la mia Roma.

Fantastichiamo per qualche istante; facciamo finta che tu sia il presidente di una squadra; quale sarebbe il tuo 11 ideale? Puoi scegliere giocatori contemporanei e passati, senza vincoli temporali.
Buffon, Roberto Carlos, Maldini, Nesta, Maicon, De Rossi, Lampard, Gerrard, Cerci, Totti, Messi.

Dove ti vedi tra 5 anni?
Spero di vedermi in Serie A, magari con la maglia della Roma.

Autografo Muzzi

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

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