Serie B – IL CURIOSO CASO DI PAULO DYBALA

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Paulo Dybala (Immagine tratta da www.palermotoday.it), ragazzo classe ’93, prima e seconda punta di classe, con abilità nella corsa, nel controllo palla e dotata di fantasia degna dei grandi fuoriclasse. «E’ un giocatore che è due pagine avanti nel manuale del calcio […], lui è classe pura, non può non fare bene per i colpi che ha e per il calcio che può giocare. […] Paulo è un giocatore vero, uno coi colpi»; questo diceva di lui Gennaro Gattuso (ex tecnico del Palermo) in una conferenza stampa dell’estate scorsa.
Viene paragonato a tanti assi del calcio mondiale, contemporaneo e passato. Grande è la somiglianza, per conformazione fisica e movimenti tattici, con Vincenzo Montella.

È stato portato in Italia nella scorsa stagione dal Direttore generale del Palermo, Giorgio Perinetti (anche se la trattativa era stata instradata dall’ex ds Sean Sogliano); a Palermo fin da subito ha riscosso il favore della piazza, la quale vedeva in lui il campioncino da cullare e crescere. E’ arrivato in Sicilia dopo una più che positiva esperienza nella prima squadra dell’Instituto Atlético Central Córdoba (nelle giovanili della quale è cresciuto e maturato), con 40 presenze e 17 reti nell Primera B Nacional (seconda divisione argentina).

La prima stagione a Palermo è stata abbastanza positiva.
I numeri non sono da capogiro (27 presenze e 3 gol) però Paulo, in una stagione dove si è consumata una vera e propria tragedia sportiva (con la retrocessione sin Serie B dei rosanero), La Joya (questo il soprannome di Paulo) è stato una delle poche note liete del Palermo.

Lui, insieme ad Abel Hernadez, sono stati fin da subito i due capisaldi del progetto Palermo 2013/2014, per il ritorno immediato nella massima serie.
Hernandez, fin a questo punto della stagione, ha già segnato 8 reti.
E Dybala? Paulo nessuna. Come è possibile?
Questa statistica è ingannevole. Paulo, infatti, non appare un giocatore in crisi, con poca corsa e senza voglia di fare; tutt’altro. La voglia di sacrificarsi per la squadra non gli manca. Le presenze (15 in totale, 13 in campionato e 2 in Coppa Italia) e i minuti giocati (1131 da inizio stagione), dipingono un giocatore sempre presente, del quale l’allenatore (Gattuso prima, Iachini poi) non vuole fare a meno. Tre sono, anche, gli assist serviti ai compagni.
Allora qual è il problema? Come mai un ottimo giocatore come lui è ancora a secco?  I motivi possono essere molteplici; la posizione in campo, “l’eccessiva” dedizione al sacrificio, una buona dose di sfortuna e sicuramente l’ansia da prestazione naturale per un ragazzo così giovane.
Quello che sembra chiaro, però, è che questa astinenza delle baby-attaccante argentino è destinata a terminare.

Anche se con un contesto differente, e in un momento della carriera completamente diverso, questa mancanza di segnature da parte de “La Joya”, ricorda tantissimo il prolungato digiuno di gol di Paulinho (attaccante del Livorno) nel campionato di Serie B, stagione 2011/2012. All’attaccante brasiliano, infatti, servirono ben 13 partite per marcare la prima segnatura; quell’anno, Paulinho concluse la stagione con 13 gol in campionato.
Tuttavia, nel caso dell’attaccante del Livorno, esistono delle aggravanti; a differenza di Paulo, infatti, Paulinho era la prima punta di quella squadra, e le sue prestazioni, prima di sbloccarsi, non erano quasi mai degne della sufficienza.

Tutti gli indizi, dunque, ci portano ad affermare che il digiuno di Paulo Dybala, finirà molto presto; e non ci sorprenderemo se a fine stagione, il suo score dei gol fatti, segnerà una “doppia” cifra.

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

 

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